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Eventi

FINO AL 20 MARZO 2022

IMPERDIBILE: MOSTRA “ANDY WARHOL. ICONS!” AL PALP-PALAZZO PRETORIO DI PONTEDERA

Dicembre 2021 - Al PALP Palazzo Pretorio di Pontedera – fino al 20 marzo 2022 – oltre 140 opere di Andy Warhol raccontano la storia del più pungente interprete della società di massa, testimone variopinto delle icone del suo tempo: è Andy Warhol. ICONS!, un’imperdibile e ricca rassegna delle immortali opere pop dell’artista americano di Pittsburgh (1928-1987).

Andy Warhol (vero nome: Andrew Warhola Jr.) – artista poliedrico tra i più influenti protagonisti del XX secolo, curioso narratore della società di massa e folgorante sociologo dell’America Anni ’60 – è stato capace di trasformare in arte i feticci dell’immaginario collettivo americano, anticipando l’instaurarsi del potere dei mass media.

Andy Warhol fotografo, regista, designer e illustratore, padre della Pop Art che ha trasformato in icone la Coca Cola, Elvis Presley, la Campbell’s Soup, Liz Taylor e Marilyn Monroe, il biglietto del dollaro e Jackie Kennedy. La mostra con 141 opere racconta tutto il suo percorso professionale presentandone i capolavori di ogni periodo: partendo dalla coloratissima Liz (1964), arrivando all’immancabile Marilyn (dal 1985 al 1988). E ancora, tre splendide Cow (dal 1966 al 1976), accanto ad altre super icone: Brillo Box (1970), Flowers (1970), Eletric Chair (1971), senza dimenticare le Campbell’s Soup (1968).

La mostra, organizzata in cinque sezioni, è capace di approfondire e narrare i diversi aspetti di Andy Warhol. Il percorso espositivo permette di scoprire la vita di questo straordinario personaggio partendo dai suoi primi lavori fino a quelli della fine degli anni Ottanta. Andy Warhol. ICONS! è il racconto dell’incredibile vita di un uomo, personaggio e artista, che ha cambiato i connotati del mondo dell’arte ma anche della musica, del cinema e della moda, che ha stravolto radicalmente ogni definizione estetica precedente.

Self portrait, 1978. Autoritratto di Andy Warhol.

Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli faccia schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte».
Andy Warhol

LA MOSTRA. Prima sezione Fame. Questa è la sezione che non solo ci svela gli aspetti più significativi del lavoro di Warhol, ma anche quella che ci parla della sua infanzia: Andy Warhol era un bambino riservato e sempre solo, che passava il tempo a collezionare le fotografie dei grandi divi di Hollywood che trova sui giornali: Humphrey Bogart, Cary Grant, Clark Gable… Sono questi i compagni di gioco di Andy, che a causa di una malattia della pelle viene preso di mira dai compagni ed è per questo che sviluppa una vera e propria idolatria nei confronti della madre.

Da qui, da molto lontano dunque, arriva la fissazione di Warhol per le celebrità e questa sezione tratterà questo aspetto fondamentale, che andrà dai miti di Warhol fino ai frequentatori più celebri della factory. Da Liz Taylor a Marilyn Monroe, da Valentino a Mohammed Alì, sono molti i ritratti di celebrità, divi di Hollywood, grandi imprenditori e creativi che potremo avere in mostra, celebrando così l’aspetto più peculiare di Wharol, quello più pubblico e allo stesso tempo più intimo e personale: in questa sezione, infatti, sarà presentato anche il ritratto della madre. Inoltre, anche alcuni luoghi vengono trattati da Warhol come fossero grandi divi e per questo nella sezione saranno mostrate le opere raffiguranti la factory, ma anche quella del Washington Monument.

Oliviero Toscani all’inaugurazione della mostra su Andy Warhol. ICONS!, al PALP di Pontedera (Pisa).

Seconda sezione Daily. Warhol in poco tempo si afferma professionalmente e diventa un punto di riferimento per il mondo della creatività newyorchese. Fonda la Andy Warhol Enterprises Inc: ecco un altro aspetto rivoluzionario, Warhol diventa il primo artista/impresa. E se i grandi divi rincorrono Warhol, ecco che chiunque voleva seguirli ed entrare nel magico mondo di Andy, chiunque è disposto a mettersi in coda per essere trasportato nella sua dimensione. Warhol ci dice che la fede religiosa è credere in qualcosa che non si vede e che ha una trasposizione figurativa, proprio come i divi. Nessuno li ha mai visti in carne e ossa, ma fanno parte della nostra quotidianità: ed è ovvio che a quel punto, come fosse una sorta di escamotage per diventare idoli di una religione laica, chiunque cercava di farsi ritrarre da Warhol, perché essere un suo soggetto garantiva uno status. È anche così, con i tanti ritratti su commissione, che Warhol diventa uno degli artisti più pagati di sempre. In questa sezione trovate persone comuni e potenti, amici di un giorno o frequentatori assidui della Factory. Warhol riesce nella magia di rendere tutti superstar allo stesso modo.

Dipingi qualcosa che vedi ogni giorno e qualcosa che tutti
riconoscono, qualcosa come una lattina di Campbell's Soup

Muriel Latow, assistente tecnico commerciale di Warhol,
proprietario della Latow Art Gallery di Manhattan.

Terza sezione - Still life. Nel 1962 Warhol inizia a usare la serigrafia e crea la serie di Campbell's Soup, minestre in scatola che dagli scaffali dei supermercati, Warhol trasformava in opere costosissime. Ecco il cortocircuito, ecco la tempesta perfetta. Infatti, c’è la riconoscibilità dell’oggetto, che viene esaltato in quanto fulcro della contemporaneità, ma c’è anche un pesante e intelligentissimo ammiccamento alla storia dell’arte, perché con quelle latte Warhol non fa nient’altro che attualizzare il concetto di natura morta, cosa che poi negli anni ripeterà usando come oggetto il denaro, biglietti di grandi eventi, o più banalmente frutta dal sapore psichedelico.

Quarta sezione - World's Life. Non dimentichiamo i politici: nel 1972 il primo soggetto a divenire contemporaneamente un quadro e una grafica di Warhol, è Mao. Un’altra intuizione folle e visionaria, usare le icone della politica alla stregua delle dive di Hollywood e questo succederà anche con altri soggetti (Kennedy, per esempio). Ed è proprio con il suo Vesuvio che Warhol comincia ad avvicinarsi alla questione ambientale, alla forza della natura. Ma la politica interessa Warhol anche sotto un altro aspetto: nel 1983 realizza una serie che sembra discostarsi dal mondo provocatoriamente amorale che ha abbracciato fino a quel momento, dieci serigrafie che rappresentano altrettanti animali in via d’estinzione, e dice che non ci può essere opera d’arte più grande che l’azione di preservare la Terra. Non era la prima volta che Warhol dipingeva animali, infatti aveva già realizzato molti dipinti della serie Cow, tra il 66’ e il 76’, e non era la prima volta che si avvicinava alla natura, come nella serie dei fiori. In questa ricca sezione, oltre ai ritratti dei politici, dei fiori e la serie cow, andrà anche l’opera raffigurante il Vesuvio.

Andy Warhol, Vesuvius (1985).
Fonte immagine: capodimonte.cultura.gov.it/litalia-chiamo-capodimonte-oggi-racconta-il-vesuvius-di-andy-warhol

Perché? Eccolo spiegato: nel 1975 compie il primo di una lunga serie di viaggi a Napoli, su invito del grande gallerista Lucio Amelio: a Warhol Napoli ricorda tanto la sua New York, stesso fermento, stessa vivacità culturale (è in quell’ambito che, nelle sue tante celebri frequentazioni di quegli anni, inizia un rapporto di forte amicizia con Joseph Beuys, che è da considerare quasi l’antitesi di Warhol artisticamente parlando). Lo storico e regista Mario Franco ricorderà così quel periodo: «Warhol amava Napoli, il fuoco creativo che ha nelle viscere, il convivere fatalistico con la morte.Non c’è una Parigi, una Londra di Warhol, c’è la Napoli Warhol, col suo sterminator Vesuvio, la cuiimmagine replica ossessivamente in colori diversi». Ed è proprio con il suo Vesuvio che Warhol comincia ad avvicinarsi alla questione ambientale, alla forza della natura. In questa sezione andranno anche le immagini della sedia elettrica e quella delle lotte e proteste di strada.

Quinta sezione Music. Anche le collaborazioni con il mondo della musica sono moltissime: una su tutte, basti citare il fatto che divenne il manager dei Velvet Undergruound, e realizzò anche la celebre copertina con una banana sbucciabile, il cui interno è rosa e lasciamo che ognuno possa immaginare da sé a cosa possa fare riferimento questa particolare scelta cromatica. Anche questa sezione sarà ricca: copertine di dischi, memorabilia, oggetti e ritratti dei tanti musicisti che popolano il mondo di Warhol.

Fonte immagine: capodimonte.cultura.gov.it/litalia-chiamo-capodimonte-oggi-racconta-il-vesuvius-di-andy-warhol

Informazioni: www.palp-pontedera.it

Con il patrocinio della Regione Toscana, realizzata dal Comune di Pontedera, dal PALP PalazzoPretorio di Pontedera, dalla Fondazione per la Cultura Pontedera, la mostra è prodotta eorganizzata da Piuma, in collaborazione con Art Motors, ed è curata da Nicolas Ballario eEdoardo Falcioni. La mostra vede come sponsor Knauf e come partner Ecofor.
Andy Warhol. ICONS! è la mostra scelta quest’anno per rafforzare il grande progetto culturale e diarte urbana Natale ad Arte - Pontedera 2021, promosso dalla Fondazione per la CulturaPontedera, in collaborazione con il Comune di Pontedera, per la regia di Alberto Bartalini, che sipropone di riannodare il filo del percorso denominato Arte per non Dormire con l'obiettivo diallestire nelle piazze e nelle strade di Pontedera un progetto di qualità aperto alla fruizione diresidenti e visitatori. Per questa edizione è stato scelto un campione indiscusso come AndyWarhol per incrementare la già ottima proposta artistica che Natale ad Arte - Pontedera 2021 vuoleoffrire ai suoi cittadini.
(Fonte: ufficio stampa Arthemisia).

Fonte immagini:
www.instagram.com/palp_pontedera
www.facebook.com/PALPpontedera

Immagini di sfondo: i kit di pittura per riprodurre le opere più famose di Andy Warhol, fonte:
www.warhol.org