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Viaggi

GRANDI VIAGGIATORI – 4

I “SABRINANDREA” TRA LE MONTAGNE E IL MARE DEI BALCANI CON LA LORO MAYA (V7 850)

Baia di Kotor, il fiordo più spettacolare del Montenegro. La Moto Guzzi ‘Maya’ dei SabrinAndrea.

ON THE ROAD TRA BOSNIA E HERZEGOVINA, MONTENEGRO, ALBANIA. CON IL TESTO-DEDICA DI ANDREA “PERCHE’ LA MOTO”

Marzo 2026 (G.T.)Articolo e foto dei “SabrinAndrea”.

C’è qualcosa di ipnotico nel riflesso del sole sul serbatoio giallo della nostra Maya (Moto Guzzi V7 850). È un colore che sa di avventura, che spicca tra il verde delle montagne e il blu dell’Adriatico. Questo non è stato solo un viaggio, ma una danza di curve e sapori attraverso tre nazioni, con il bicilindrico di Mandello come compagno fedele: Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Albania.
Bosnia ed Erzegovina: Spiritualità e Cascate naturali. Siamo giunti a Medjugorje per visitare i luoghi di culto tanto rinomati quanto misteriosi e mistici, arrivavamo da Rogoznika in Croazia dove abbiamo attraversato le montagne e la dogana nei pressi di Posusje, qui attraversando tutta la valle siamo arrivati alla città Mariana. Il paese è piccolo e si gira tranquillamente a piedi, fino alla cima del monte delle apparizioni: Podbrdo.

Medjugorje.

Tappa obbligatoria a Mostar 20 km più a nord per ammirare il ponte vecchio sul fiume Narenta, testimone della sanguinosa guerra dei Balcani degli anni ’90, e per fare un giro nella città vecchia tra le botteghe di artigianato locale.

Mostar.

La partenza da Medjugorje ha avuto un sapore particolare. Le strade sono silenziose all'alba, l'aria è fresca e carica di un'energia sospesa. Pochi chilometri di curve morbide e ci si ritrova immersi nel paradiso delle Cascate di Kravice dove è possibile fare un tuffo nelle sue acque cristalline.

Kravice cascate.

Parcheggiare la Maya (V7) tra gli alberi e sentire il fragore dell’acqua è un rito di purificazione. Qui si possono assaporare i ćevapi accompagnati da una buona birra ghiacciata Sarajevsko, mentre il metallo della moto scotta sotto il sole bosniaco e la strada ci attende con l’asfalto caldo pronto a bruciare gli pneumatici della ‘Mitica’.

On the road, dalla Bosnia al Montenegro. I ‘MotoViandanti’: Sabrina e Andrea (qui lui è il fotografo) e la loro ‘mitica’ Maya, impagabile compagna di viaggi.

Visit Bosnia & Herzegovina:

https://www.tourismbih.com/

https://www.facebook.com/bosniaandherzegovinaa



Montenegro: Dalle Vette ai Fiordi e lo Splendore di Bar. Oltrepassare il confine con il Montenegro significa cambiare marcia. Dopo aver sfidato i tornanti della Baia di Kotor si arriva al porto, dove parcheggiamo la moto per ammirare il paesaggio del fiordo con le immense navi da crociera ormeggiate.

Strada del Montenegro, verso Baia di Kotor e il porto.

Attraversati i monti scorgiamo l'eleganza di Sveti Stefan, questa penisola ospita un villaggio fortificato che un tempo serviva da rifugio contro le incursioni turche; qui il mare turchese e la spiaggia rossa donano emozioni ad ogni sguardo.

Sveti Stefan.

Proseguendo, la strada costiera ci spinge verso sud guidando la ‘mitica’ tra ulivi secolari e pini marittimi sempre con la visiera del casco alzata per non perderci quel profumo di resina mista mare. Arriviamo alla splendida Bar.

Sguardo sul mare del Montenegro e sosta rinfrescante.

Qui, la sosta è d'obbligo per visitare la Cattedrale di San Giovanni Vladimiro. Davanti alla sua facciata bianca e alle cupole d'oro che brillano sotto il sole, la Guzzi gialla sembra trovare il suo altare naturale. L'interno è un tripudio di affreschi e luce, un momento di pace prima di risalire in sella.

Cattedrale di Bar.

Visit Montenegro:

https://www.montenegro.travel/en

https://www.facebook.com/ntocg



Albania: La Discesa verso l’Azzurro di Dhermi. L'ingresso in Albania è un salto in un mondo vibrante. Ci spingiamo proseguendo verso sud, oltrepassando il lago Scutari, attraversando Valona e inerpicandoci sul passo di Llogara, dove il cielo tocca il mare.

Welcome in Albania.

La destinazione finale è Dhermi. Qui l’azzurro non è solo un colore, è uno stato mentale. Il mare è così cristallino che le barche sembrano sospese nel vuoto e l’acqua è talmente invitante che merita un tuffo rinfrescante.

Dhermi.

Il popolo albanese è molto ospitale, quindi non vi stupite se parcheggiando la vostra Guzzi, qualcuno si avvicinerà incuriosito per offrirvi un caffè o un bicchiere di Rakija (ottima grappa alle prugne di fabbricazione locale); ma a fine giornata il vero gusto sta nel sorseggiare una birra gelata con i piedi nella sabbia, ammirando il rosa del tramonto che vira all’arancio lungo la linea dell’orizzonte.

Visit Albania:
https://akt.gov.al/en/

https://www.facebook.com/AgjenciaKombetareTurizmit/



La magia del viaggio. La nostra Maya (Moto Guzzi V7) non ha solo percorso chilometri; ha creato connessioni. Dal misticismo di Medjugorje allo splendore dorato della cattedrale di Bar, fino alle acque cristalline di Dhermi, il "giallo" della nostra compagna è stato il filo conduttore di un'esperienza intensa, fatta di lentezza e panorami mozzafiato; non c’è fretta nel gustare un viaggio ma ricordatevi di abbuffarvi e di farne indigestione! Saluti da I SabrinAndrea. Alla prossima.

New entry nel garage dei SabrinAndrea: “la Rudolph”.

Aggiunge Andrea: “Quest'anno in scuderia abbiamo aggiunto una nuova Guzzi: V85 TT che si chiama ‘la Rudolph’ (al femminile) perché è la nostra renna, come quella di babbo natale...Quindi ora nel box ci sono la Maya (V7) e la Rudolph (V85 TT), e ogni volta che apro il garage mi commuovo a vedere tanta bellezza, ho voluto provare a scrivere la mia gioia e passione per la moto”. Ecco il suo testo-dedica.

Perché la moto è l'essenza della libertà.
C’è un momento preciso, ogni volta che apro il garage, in cui il mondo esterno svanisce. Non è solo questione di meccanica o di cavalli; è un’attrazione fatale che inizia dallo sguardo e finisce nel profondo del petto. Possedere una moto non è solo un hobby ma una dichiarazione d’amore costante alla strada.
Un’estetica che ferma il tempo.
Il primo impatto è sempre visivo. Le linee della moto non seguono semplicemente la moda; sono disegnate nella nostra immaginazione. Ogni curva del serbatoio, ogni riflesso racconta una storia di passione.
È una bellezza che ti costringe a voltarti indietro a guardarla ogni volta che la parcheggi. Non è solo design: è armonia in movimento. Che sia ferma al tramonto o lanciata in autostrada, possiede una presenza scenica che trasforma ogni sosta al bar in una piccola esposizione d'arte moderna.
Si dimenticano i dolori alla schiena o la stanchezza dopo pochi chilometri. Salire in sella è come accomodarsi in un abito fatto su misura. La triangolazione tra sella, pedane e manubrio è la posizione perfetta quella per cui sono nato, permettendomi di divorare centinaia di chilometri senza che il desiderio di scendere mi sfiori nemmeno per un secondo, come un bambino che non molla mai il suo giocattolo.
In viaggio, la moto diventa la mia bolla di comfort. Le preoccupazioni e i pensieri vengono lasciate a casa o perse sull’asfalto che scorre sotto i pneumatici dimenticandoci chi siamo e da dove veniamo, la storia riparte con ogni messa in moto, lasciando solo il piacere del panorama che scorre.
Ma la vera magia accade quando premo il pulsante dello start. Il suono del motore è come il canto delle sirene di Ulisse che ti attrae e ti incanta, portandoti a fonderti e diventare parte integrante della tua moto.

•Al minimo, è un battito cardiaco regolare e rassicurante.
•In accelerazione, si trasforma in un ruggito che ti vibra fin dentro le ossa.
•Al rilascio dell'acceleratore, regala quel borbottio che è musica per le orecchie di ogni vero motociclista.

Ogni marcia è un movimento di una sinfonia complessa, un dialogo costante tra uomo e macchina che non ha bisogno di parole. Quel suono è la promessa di viaggi lontani, di paesaggi senza fine e di emozioni costanti.
‘Non si viaggia per arrivare, ma per godersi ogni centimetro di strada lungo la via’.
Possedere una moto significa avere sempre in tasca la chiave per fuggire dalla realtà. È bella da guardare, sublime da guidare e celestiale da ascoltare. E ogni volta che il casco si chiude, so che sto per scrivere il capitolo migliore della mia giornata.


L’Andrea dei SabrinAndrea.



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