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PASSAGGIO “STORICO”

INTERVISTA A LEONARDO PILATI, NUOVO PRESIDENTE DEL VESPA CLUB D’ITALIA: GUIDA IL SODALIZIO NAZIONALE CON 620 CLUBS E 95 MILA APPASSIONATI

Il nuovo Presidente del Vespa Club d’Italia, Leonardo Pilati, posa in sella ad una GT nell’area esposizione veicoli, stabilimento Piaggio di Pontedera, patria della Vespa.

Luglio 2025 (G.T) – Un passaggio di consegne “epocale” al vertice del Vespa Club d’Italia, il sodalizio nazionale che conta 620 clubs iscritti, presenti in tutte le regioni italiane, cui sono affiliati circa 95 mila appassionati. È il variegato e molto attivo mondo dell’associazionismo in Vespa, organizzato in club nazionale sin dal 1949. Fondatore e primo Presidente del Vespa Club d’Italia fu all’epoca Renato Tassinari, che lo guidò per oltre 21 anni. Dopo lo scioglimento del Vespa Club d’Italia nel 1971, l’Associazione riprese il cammino un paio d’anni più tardi sotto la guida, sino al 1984, di Manlio Riva. Dopo di lui, per oltre 41 anni, è poi rimasto saldamente al timone Roberto Leardi (ora Presidente Onorario).

Ed ora tocca a Leonardo Pilati, di Rovereto, quarto Presidente nella storia del Vespa Club d’Italia, che ha accettato la grande eredità di guidare il sodalizio come nuovo Presidente. Con una grande storia alle spalle ed un futuro da immaginare e costruire, tra consolidamento e innovazione, guardando alle nuove generazioni di Vespisti.

Leonardo Pilati ai Vespa World Days 2024, Pontedera.

Presidente Pilati, non possiamo non iniziare questa intervista chiedendo: quando è “scoccato” l’innamoramento per Vespa?
Più che un innamoramento, la mia prima Vespa è stata una necessità, perché nel 1971 a 14 anni abitavo in campagna e la Vespa mi serviva per andare a scuola, che era distante cinque chilometri. Dopo qualche anno, dedicato ad apportarle modifiche, elaborazioni e quant'altro, grazie al mio datore di lavoro (che era il Presidente del Moto Club di Rovereto) iniziai a gareggiare. Da quel momento tra me e Vespa, sì, posso dire che è iniziato un innamoramento che dura tuttora, e mi ha portato a gareggiare e a percorrere le strade di tutte le regioni italiane e di tutta Europa.

Lei è attivo nell’associazionismo Vespa da molti anni? Quali ruoli ha ricoperto?
Nel 1983 ho collaborato con Luigi Frisinghelli (Presidente del Registro Storico Vespa, ndr) alla fondazione del Vespa Club Rovereto, e sono sempre stato attivo nella gestione del Club. Quindici anni fa mi sono candidato al Consiglio Direttivo del Vespa Club d'Italia, entrando con il ruolo di Direttore Sportivo. In quegli anni ho ideato vari Campionati, sono rinate grandi manifestazioni del passato come la “1000 km” e il “Giro Vespistico dei Tre Mari”, sono nati Campionati locali in tutte le regioni e lo sport in Vespa ha raggiunto livelli molto alti di numeri e qualità. Quattro anni fa, pur continuando con la Direzione Sportiva, sono stato eletto Vice Presidente dell'Associazione, ed ora sono diventato Presidente, quasi un naturale avvicendamento con il mio predecessore Roberto Leardi che per Statuto non poteva più mantenere la carica.

Leonardo Pilati, European Vespa Trial Champion 2006, Lerthe, Germania.

Quale, tra i tanti, il momento per lei indimenticabile nella lunga storia che ha vissuto, e che continua a vivere, insieme con Vespa?
“Il primo amore non si scorda mai” dice un famoso detto, e così, per uno sportivo come me, la prima vittoria, che è stata nel 1975 in una gara regionale. Dieci anni dopo, nel 1985, un altro momento importante per me, la prima vittoria in un Campionato Italiano di Gimkana: eravamo a Legnago e Piaggio per l’occasione aveva messo in palio una Vespa. Altri due momenti di grande importanza sono stati le due vittorie nella rinata 1000 km Vespistica (nessuno era mai riuscito a vincere due volte) e stare davanti ad oltre trecento vespisti è stato molto emozionante. Poi posso citare la vittoria nel rinato Giro Vespistico dei Tre Mari, una manifestazione di tre giorni con oltre 200 partenti di molte nazioni nella quale non si può perdere la concentrazione neppure per un attimo se si vuole portare a casa la vittoria.
Grandi momenti ognuno di questi, davanti ai quali metto una vittoria non mia, ma quella di un ragazzo siciliano che ho conosciuto quando aveva sette anni e sognava di diventare un campione. Per anni siamo rimasti in contatto, poi finalmente è venuto il giorno di invitarlo al Meeting Under 18 a Ciampino, dove è arrivato da solo in aereo da Caltanissetta. Gli ho prestato la mia Vespa, l’ho fatto allenare ed il giorno dopo ha vinto il Campionato Italiano Gimkana di categoria: quello per me è stato il momento più emozionante della mia vita in Vespa.

Leonardo Pilati.

Che cosa significa per lei essere il Presidente del Vespa Club d’Italia?
Significa essere alla guida di un movimento al quale voglio bene: un movimento formato da donne, uomini, ragazze e ragazzi che si sono incontrati grazie alla Vespa e sono diventati amici. Naturalmente essere Presidente per me è anche un grandissimo onore, se penso che i miei predecessori si chiamavano Renato Tassinari, Manlio Riva e Roberto Leardi, personaggi che hanno fatto la storia dell’associazionismo in Vespa e anche della Vespa stessa. Essere Presidente è anche una grande responsabilità, perché siamo quasi 100 mila tesserati e gestire un’associazione di queste dimensioni, dove tutte le componenti sono volontarie con le regole amministrative in continua evoluzione, non è cosa da poco. La passione è quel fattore invisibile che supporta gli sforzi e ti spinge oltre ogni ostacolo, le amicizie nuove e vecchie fanno il resto. Il lavoro non mi spaventa, e spero di poter dare al movimento quello che serve per andare avanti e migliorare.

Leonardo Pilati.

Quali sono le “linee guida” della nuova Presidenza e del Consiglio Direttivo? Quali i temi in evidenza?
In questo momento di crisi dell’associazionismo in genere bisogna cercare di coinvolgere sempre più i giovani cominciando dai nostri figli, dai nostri nipoti, dai figli dei nostri amici. Poi io dico sempre che sino a quando si affilieranno (e già lo stanno facendo) al Vespa Club d’Italia le persone che in quest’epoca utilizzano una Vespa moderna il nostro movimento non avrà mai fine. Noi abbiamo il compito di spiegare a chi sale su una Vespa moderna che dietro c’è una grande storia, che l’anno prossimo Vespa compirà ottant’anni, e che la Vespa è stata tra gli ingredienti della rinascita della nazione dopo gli sconvolgimenti della guerra. Cerchiamo di dare sempre più visibilità al nostro mondo, abbiamo un giornale che ormai è la più vecchia pubblicazione del settore in Italia. Con le nostre circa 400 manifestazioni turistiche e sportive annuali coinvolgiamo i vespisti, ma anche amministrazioni pubbliche, musei, fiere, hotel e ristoranti in tutta Italia. Noi teniamo, inoltre, i contatti con l’Europa ed il mondo portando in giro la cultura della Vespa.

Leonardo Pilati a Tokyo, con rappresentanti del Vespa Club Giappone.

Come immagina il futuro del Vespa Club d’Italia? Che cosa si augura?
Vedo molto entusiasmo anche se mediamente con i grandi numeri la passione è un po' calata, le nostre manifestazioni fanno spesso il pieno e c’è un discreto afflusso di giovani. Tutto questo fa pensare che supereremo le difficoltà che potremo incontrare nella gestione delle nostre Associazioni. Il Vespa Club d’Italia affilia oltre 600 Club locali in tutta Italia, e sono loro i veri attori della situazione, che organizzano le attività e gestiscono i tesserati, noi coordiniamo il tutto. Credo che il futuro ci riservi ancora molti successi proprio grazie ai sodalizi periferici, che tanto lavoro stanno svolgendo sul territorio.
Al Vespa Club d’Italia auguro una lunga vita perché i vespisti hanno bisogno di un punto di riferimento quale noi cerchiamo di essere, hanno bisogno di essere coordinati e aggregati. Vedere sfilate lunghe chilometri con la gente che applaude ai bordi della strada, come è successo l’anno scorso a Pontedera (in occasione del raduno mondiale Vespa World Days, ndr) ci fa pensare che questo nostro movimento andrà ancora molto avanti e confidare che non finisca mai.

Leonardo Pilati.


(Si ringrazia per la collaborazione Alessandro Lanzarini, Vespa Club d’Italia).

Vespa Club d’Italia, fondato nel 1949:
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LA PRIMA RIUNIONE DEL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO DEL VESPA CLUB D’ITALIA, TORINO, 24 MAGGIO 2025. LEONARDO PILATI È ELETTO NUOVO PRESIDENTE:
https://www.vespaclubditalia.it/2025/05/la-prima-riunione-del-nuovo-consiglio-direttivo-torino-24-maggio-2025/


76° CONGRESSO NAZIONALE VESPA CLUB D’ITALIA, ROMA, 11 MAGGIO 2025. UN IMMENSO GRAZIE A ROBERTO LEARDI, PRESIDENTE ONORARIO DEL VESPA CLUB D’ITALIA, DOPO OLTRE 41 ANNI ALLA GUIDA DEL SODALIZIO NAZIONALE:
https://www.vespaclubditalia.it/2025/05/resoconto-76-congresso-nazionale-vespa-club-ditalia-roma-11-maggio-2025/


La rivista “Vespa Club d’Italia”, archivio online:
https://www.vespaclubditalia.it/rivista-2018-oggi/