ENG
logo piaggio wide
Viaggi

ESPERTI MOTOCICLISTI E GRANDI VIAGGIATORI

EMILIO RADICE E SANDRA LUZZANI AI SALONI INTERNAZIONALI A COMMENTARE LE MOTO: APRILIA TUAREG 660 È LA PREFERITA, DA CONSIGLIARE ANCHE A GIOVANI E DONNE BIKERS

Febbraio (G.T.) – Due bikers esperti e viaggiatori di lungo corso – Emilio Radice e Sandra Luzzani –hanno visitato i saloni internazionali Eicma, Milano novembre 2023, e MBE–Moto Bike Expo, Verona gennaio 2024, curiosando tra gli stand dei marchi motociclistici più importanti. Abbiamo chiesto loro di commentare le proposte Aprilia e Moto Guzzi, e di “eleggere” la loro moto preferita, da consigliare anche a giovani e donne bikers. Nessun dubbio: per Emilio e Sandra è Aprilia Tuareg 660, compagna ideale di ogni avventura. Ecco i loro racconti.

EMILIO RADICE: COLPO DI FULMINE PER “LOLITA”, TENTATO DA MOTO GUZZI.Con l’Eicma e poi con il Motor Bike Expo si è avvicinato, per noi che viaggiamo, il momento della scelta: la motocicletta giusta, ovvero la compagna della nostra solitudine errante, ‘lei’ a cui si parla, a cui ci si confida. E a cui affidiamo con fiducia mesi interi delle nostre vite. Sandra Luzzani, conosciuta tra i bikers tourer come Brugola Selvaggia, ancora impolverata da ‘los 73 malditos’ della Ruta 40 nella corsa solitaria che l’ha portata ad Ushuaia, si piega con occhi scintillanti davanti alla Tuareg 660 esposta nello stand dell’Aprilia. Grata per quanto già le ha dato la sua BMW 650 nell’avventura verso ‘la fine del mondo’, sa pure quanto sarebbe più comodo e sicuro viaggiare con la nuova enduro della casa di Noale sui futuri percorsi. Ed io, Emilio Radice, che questa scelta ho già fatto dal febbraio del 2021 (della Tuareg mi innamorai all’istante), invece frugo a più ampio raggio nello spazio espositivo del Gruppo Piaggio, disponibile ad altri colpi di fulmine. Oddio, dopo essere andato con ‘Lolita’ (la mia Tuareg) a zonzo per Turchia, Iran, Afghanistan e Asia Centrale non sarà facile scalzarla dal mio cuore. Ma è sempre bello esporsi alle tentazioni, soprattutto quando queste volano sulle ali della Moto Guzzi.

wide.piaggiogroup.com/articles/travels/emilio-radice-motociclista-viaggiatore-e-giornalista-di-lungo-corso

Guzzi fu la mia prima moto, uno Stornello sport 125, per poi avere un 850 T3 e uno SP 1000 con cui andai persino in Siria. Ma Guzzista fu poi anche la mortificazione di vedere il lungo appannamento del marchio. Trovarsi oggi, finalmente, davanti alla V85 TT, in una bella tinta grigia scheggiata di rosso, è quasi il risarcimento di un amore che si temeva perso: la V85 è l’evoluzione su base classica (motore ancora ad aste e bilancieri, raffreddamento ad aria) della vecchia moto, quello che aspettavamo da trent’anni. È il meglio della tecnologia moderna (alimentazione a iniezione, controlli elettronici dell’erogazione, Abs, sospensioni regolabili…) su una ciclistica ipercollaudata. Inoltre, la moto è amichevole, domestica, vicina. Per il viaggiatore ‘vintage’ e col cuore romantico potrebbe essere il mezzo ideale un po’ per tutto e, soprattutto nelle versioni TT e TT Travel, la versione meccanica del cavallo di John Wayne in Sentieri Selvaggi. La sua meta ideale? Per me…di corsa a Istanbul per poi zigzagare in Anatolia.

Poi, però, nel 2022 è arrivata la V100 Mandello e più recentemente, all’Eicma ’23, la parente on-off road, la Stelvio. E la musica è cambiata. Non più nostalgie o ristrutturazioni dell’esistente, ma solo futuro. Trovarsele davanti quasi sorprende. La V100 in particolare lascia interdetti per la corporatura snella e compatta, a dispetto della cilindrata e della potenza. È una maxi, ma non lo dà a vedere. Cioè è tutto il contrario delle grosse bicilindriche di altre marche di mercato: non intimidisce il pilota ma gli si propone.

La Stelvio a maggior ragione, dato che è più corta di una diecina di centimetri. E sorprende che con design così minimal e filanti entrambi i modelli pesino, tuttavia, attorno ai 240 chili. Come dire poca apparenza ma molta sostanza, cosa che per un viaggiatore del mio tipo è discriminante: le comprerei entrambe, una, la Mandello, per un grande tour europeo, l’altra, la Stelvio, per arrivare a Capo Nord o per fare la Transfagarasan in Romania. E poi, per un capriccio: poter pigiare il bottone che alza e abbassa di ben 7 centimetri il lunotto anteriore. Ma, avendo scelto ormai la leggerezza come principio-guida dei miei prossimi viaggi su strade travagliate, mi concentro altrove…

L’Aprilia Tuareg 660, non lo nascondo, è il mio ultimo grande amore, vero colpo di fulmine. L’ho vista, l’ho provata, l’ho comprata. Per lei ho rinunciato all’istante alla Bmw 1200 Adv bialbero che in quel momento cavalcavo, lasciata in permuta al concessionario Piaggio di Roma. Ho perso la testa per la agilità della Tuareg, per la sua vita stretta, la ciclistica incredibilmente equilibrata e la sua potenza: 80 cavalli per un peso di poco superiore ai 185 kg! Un innamoramento che all’inizio mi ha fatto persino dubitare di me stesso: e se poi me ne fossi pentito? Se avessi scoperto delle fragilità? Non sarebbe stato meglio scegliere una moto più nota e collaudata? Dubbi e domande che rimbalzavano anche nel web, nei siti specializzati, ma spazzati via nella primavera scorsa quando sono partito da solo con la mia Tuareg 660, detta ‘Lolita’ (ehm…fra me e lei corrono parecchi anni di età), per un lungo viaggio in Centro Asia, attraversando anche l’Iran e le disastrate strade che tagliano l’Hindu Kush in Afghanistan. Al ritorno i dubbi erano spariti: moto perfetta! Poi la recente vittoria di Jacopo Cerutti all’Africa Eco Race mi ha reso addirittura felice. Era come se avessi vinto io: non avevo sbagliato nulla! Che moto! E adesso con le nuove grafiche più aggressive ed anche col telaio rosso la Tuareg sembra anche meno timida, più sicura di sé. Dove ci andrei? ‘Lolita’ è la mia moto e mi porterà dovunque, su ogni strada, che sia asfalto o terra o sabbia… Forse un ritorno tra il Pamir e l’Afghanistan interno, quello più duro. Tanto lei ce la farà”.

CHI È EMILIO RADICE. “Il mio primo viaggio fu sulle ali di uno Stornello Sport 125 in una Sardegna ‘coloniale’ anni ’60. Poi, sempre con Moto Guzzi (850 T3 e 1000 SP) ho percorso in lungo e in largo l’Europa, fino a spingermi poi verso il Medio Oriente, in una Siria ancora intatta. I successivi passaggi sono stati in Iran (6 volte) e nel Centro Asia. Nel 2023 con l’Aprilia Tuareg 660 ho realizzato una ‘prima assoluta’ in Afghanistan, toccando anche Grecia, Turchia, Iran del sud, Tajikistan, Uzbekistan, Kazakistan e Kirghizistan. Prossime mete, guerre permettendo, di nuovo in Afghanistan e Mongolia”.

SANDRA LUZZANI: RITORNO ALL’APRILIA.Come giustamente scrive il mio caro amico Emilio Radice, consigliere e musa ispiratrice, le esposizioni motociclistiche sono un momento importante di scoperta e di confronto tra il mondo delle due ruote e i folli viaggiatori che colorano e arricchiscono le vocianti sale di Milano e di Verona. Ma soprattutto sono il posto giusto per osservare, scoprire, provare le novità e le proposte dei marchi motociclistici più blasonati o meno noti.

Nel mio caso, negli stand del Gruppo Piaggio-MotoGuzzi-Aprlia, è stato un riavvicinamento con il primo amore… poiché, quando in età adulta volli comprare la mia prima moto, pensai proprio a una Aprilia, la Pegaso! Poi per opportunità sopraggiunte acquistai una BMW 650 gs ma, ancora oggi, una moto più agile e votata all’enduro mi attrae e, guarda caso, mi trovo di nuovo a girare attorno al marchio Aprilia, con la curiosità di valutare e assaporare la nuova Tuareg 660. E poi consentite un po’ di sciovinismo: il Gruppo Piaggio è tutto italiano, esalta il mio senso di appartenenza a una nazione famosa per motori, moto e macchine in tutto il mondo.

Ebbene sì, sia a Milano che a Verona, sono salita in sella alla Tuareg e da subito è stato amore: due cilindri in linea che sviluppano 80 CV - 59 kW su 187 kg di peso con un serbatoio da 18lt (non male) per una autonomia di oltre 400 km; ne ho apprezzato l’escursione delle forcelle da 240 mm ø 43, la ruota anteriore da 21’ (che in fuoristrada fa la differenza!), la ciclistica maneggevole, snella, per poterla stringere bene con le ginocchia e alzarmi sulle pedane, comoda nella seduta, più leggera e sicuramente molto rassicurante. Compatta e, lasciatemi dire, femmina! Leggera nei lineamenti ma forte nel carattere. In sintesi, le giuste caratteristiche e tante accortezze nei particolari che fanno capire quanto studio e attenzione siano stati dedicati a questa moto, adatta per affrontare i viaggi più avventurosi (ahhhh se fosse stata mia compagna sulla Carretera Austral in Patagonia!). Emilio sa del mio progetto di tornare in Sudamerica e affrontare il deserto di Atacama risalendo fino alla Bolivia e, raccontandomi le performance di ‘Lolita’, la sua Tuareg, non fa altro che rafforzare le mie convinzioni: Aprilia Tuareg 660 sarà la mia prossima moto.

Il mio pseudonimo - #brugolaselvaggia - dice che devo saper mettere le mani alla moto per renderla mia e accudirla, nel caso sia necessario; quindi, il prossimo step sarà studiarne il motore e la struttura per aggiungere tutte le strumentazioni utili a un viaggio in solitaria. Non vedo l’ora di provarla in varie situazioni. Durante il mio vagabondare nello stand Piaggio/Guzzi/Aprilia al MBE di Verona non nascondo anche la piacevole scoperta delle storiche, anzi mitiche Moto Guzzi! Accomodarmi sulla V85TT dal motore iper-collaudato e rivisitato in chiave moderna scoprendo che è una moto portabilissima da una donna (anzi mi donava, con quel suo sapore classico intramontabile) per via dell’altezza ragionevole, mi ha galvanizzata. Vorrei poterla guidare e poi custodire nel mio garage/officina, a fianco delle mie compagne di infiniti chilometraggi, per poi saltarle in sella in improvvisi tour europei, un salto a Parigi, uno a Berlino, ma anche un rilassato zig-zag per l’Italia. Affascinata dalle maestose V100 Mandello e dalla Stelvio non ho resistito alla tentazione di salire e gustare la sensazione unica di cavalcare queste Signore della strada dalla robusta corporatura disegnata con maestria, fino a farle sembrare delle gazzelle. Design raffinati e moderni pur mantenendo una identità di marchio così importante. Bravo il gruppo Piaggio, italiano nell’anima e nel corpo: tutto fabbricato negli italici confini. Mi piacerà scorrazzare per il mondo rappresentando il genio della nostra gente. Sì, poter dire: ‘Giapponese? No, è made in Italy’”.

CHI È SANDRA LUZZANI. Tra le motocicliste italiane più note, è attivamente coinvolta nell’associazione mondiale Women’s International Motorcycle Association, che conta affiliate in numerosi Paesi. Ecco come si presenta: “Amo ospitare viaggiatori e viaggiatrici motociclisti provenienti da tutto il mondo. Sono denominata #brugolaselvaggia per via della mia attitudine a metter mano alla moto smontando e rimontando... Ho acquistato la prima moto usata nel 2008, nel 2010 la seconda e nuova da cui non sono più scesa... ora vorrei affiancarle la Tuareg 660 (speriamo). Ho scorrazzato per tutta Europa: Germania, Francia, Belgio, Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Portogallo, Islanda ecc. Quando poi ho ipotizzato di attraversare la Turchia, l’Iran e poi risalire verso Samarcanda in Uzbekistan, verso Est sulla via della seta... è scoppiata la guerra tra Ucraina e Russia impedendomi il rientro da Nord proprio attraverso quei Paesi e ho deciso di ritornare ad Ovest... molto ad Ovest! In Sudamerica ed esattamente in Patagonia! Già in Islanda avevo apprezzato percorrere le strade bianche e il fuoristrada ma la Patagonia mi ha letteralmente rapita e per godere appieno della sua bellezza occorre uscire dal nastro asfaltato (quando c'è e senza buche) e guidare sul ghiaione sciolto che loro chiamano ‘Ripio’! Qui ci voleva proprio la Tuareg! Il prossimo viaggio vorrei farlo nuovamente in Sudamerica ma verso Nord, attraverso il deserto argentino di Atacama e le Ande, fino a raggiungere la Bolivia e godermi i panorami mozzafiato di quei luoghi incantati come il mitico Salar de Uyuni con i suoi 11.000 km di estensione salina a 3660 mt sul livello del mare! Sarà un caso... ma per me questo è il sale della vita: Viaggiare in moto! Buona strada a tutti i sognatori! Se qualcuno volesse scrivermi la mail aperta a tutti è brugolaselvaggia@gmail.com Mi trovate sui canali social, facebook, instagram, youtube”.

WOMEN’S INTERNATIONAL MOTORCYCLE ASSOCIATION-WIMA WORLD:

Fonte immagine e info WIMA WORLD: wimaworld.com