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Viaggi

GRANDI VIAGGIATORI – 5

ON THE ROAD AGAIN. I “SABRINANDREA” IN VIAGGIO CON “LA RUDOLPH” (MOTO GUZZI V85 TT): PADOVA, L’ISTRIA E IL DELTA DEL PO, SUI DUE LATI DEL 45° PARALLELO

Luglio 2027 (G. T.) – E siamo al 5° capitolo delle avventure on the road dei “moto viandanti” Andrea e Sabrina, “I SabrinAndrea”, attraverso l’Europa. Co-protagonista è la loro nuova Moto Guzzi V85 TT, “la Rudolph”. Ecco il loro foto-racconto.

Articolo e foto de “I SabrinAndrea”. Ci sono viaggi che iniziano molto prima di accendere il motore. Iniziano quando guardi la tua moto e capisci che ha un’anima, un nome e una personalità ben precisa. Per noi, “I SabrinAndrea”, la compagna di avventure ideale ha i colori del vento e del fuoco: è una Moto Guzzi V85 TT bianca e rossa. Il suo nome?... Rudolph. Sì, al femminile, come una la renna instancabile di Babbo Natale capace di portarci ovunque, con quel bicilindrico a V che pulsa come un secondo cuore.
La nostra ultima meta è stata una terra magica, una penisola che sembra disegnata apposta per chi si ama viaggiare: l’Istria, la penisola a forma di cuore. Un viaggio fatto di curve, salsedine, storia, architettura e un ritorno suggestivo lungo le linee geografiche del nostro pianeta.

PADOVA, TRA CAPOLAVORI SENZA TEMPO E IL RITO DELLO SPRITZ. Il nostro contachilometri ha iniziato a girare sul serio a Padova, la prima tappa di questo viaggio. Una città che ci ha subito avvolti con la sua eleganza colta, la sua arte immensa e, ammettiamolo, la sua straordinaria cultura del buon vivere.
Dopo aver fatto sfilare la livrea bianca e rossa della Rudolph intorno alla maestosità di Prato della Valle, ci siamo dedicati a un vero e proprio tour di bellezza e gusto.

https://www.turismopadova.it/luogo/prato-della-valle/

L'immersione nell'arte. Abbiamo reso omaggio alla maestosa Basilica di Sant'Antonio (il "Santo" per i padovani), per poi lasciarci incantare dai cieli stellati e dalle storie dipinte da Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Non è finita qui: una sosta d'obbligo è stata il Battistero del Duomo, con quegli affreschi trecenteschi di Giusto de' Menabuoi che ti lasciano letteralmente a bocca aperta con il naso all'insù.

La cultura del "cicchetto". Padova, però, non è solo storia. Finita la parte culturale, abbiamo parcheggiato la Rudolph e ci siamo tuffati nella vivace atmosfera delle piazze (Piazza delle Erbe e della Frutta). Qui è iniziato il vero festival: spritz di ogni tipo – dall'Aperol al Campari, fino al Cynar e al Select – rigorosamente accompagnati da una sfilata infinita di cicchetti di ogni genere (così chiamano gli assaggi aperitivo). Il modo migliore per brindare all'inizio dell'avventura de I SabrinAndrea!

Con gli occhi pieni di capolavori e il cuore allegro, il mattino seguente abbiamo riacceso il bicilindrico di Rudolph in direzione est, pronti a varcare il confine verso la penisola a forma di cuore...

ISTRIA: CURVE E POESIA, TRA ROVIGNO E POLA. Varcato il confine, l'Istria ci ha accolto con il profumo della macchia mediterranea e strade che sembrano fatte per esaltare la ciclistica della nostra Rudolph. La V85 TT si mangia l'asfalto istriano con una disinvoltura disarmante, stabile nei tornanti e comoda per entrambi anche dopo ore di sella.

Golfo di “Quieto”, costa occidentale dell’Istria, tra Cittanova e Torre; ammirando l’ampia insenatura lagunare e la foce del fiume Quieto (‘Mirna’ in croato).

Rovigno: la perla colorata. La nostra seconda tappa è stata Rovigno (Rovinj). Parcheggiata Rudolph che con la sua bellezza catturava non pochi sguardi dei passanti, ci siamo persi nel centro storico di Rovigno, porto di pescatori croato sulla costa occidentale della penisola istriana. Il centro storico domina da un promontorio. Un labirinto di vicoli lastricati di pietra d’Istria, lucida e liscia, che sale fino alla chiesa di Santa Eufemia.

Qui la magia: delle case colorate che si tuffano direttamente nel mare blu. Sembrava di essere dentro un quadro, con il tramonto che colorava il cielo delle stesse sfumature della nostra moto.

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Pola: la storia che profuma di Roma. Scendendo ancora più a sud, siamo arrivati a Pola (Pula). Qui il cambio di scenario è radicale. Ad accoglierci, maestosa, l’Arena di Pola, un anfiteatro romano incredibilmente conservato del 27 A.C. che si staglia contro il cielo azzurro. Girare intorno a questo gigante di pietra con il borbottìo sommesso della Guzzi è stato un momento da brividi. Pola è un mix perfetto di archeologia romana, passato austro-ungarico e vita marinara vibrante.

Verso Punta Kamenjak: il battesimo dello sterrato. Poco più a sud di Pola, la terra d’Istria si assottiglia fino a tuffarsi nel blu più profondo. È qui che si trova la riserva naturale di Punta Kamenjak (Capo Promontore), un paradiso selvaggio di baie nascoste e scogliere scolpite dal vento. Ma per noi questo posto aveva un significato speciale: il primo vero sterrato della nostra Rudolph.
La ciclistica e la struttura della nostra Moto Guzzi sembrava nata per contrastare la terra rossa e polverosa del suolo carsico. La “Rudy” ha digerito i sentieri non asfaltati con una disinvoltura da vera ‘endurona’, le sospensioni copiavano le asperità del terreno regalandoci quel feeling di totale controllo che solo le Guzzi sanno dare. Una goduria pura guidarla in piedi sulle pedane tra i pini marittimi!

Il nostro obiettivo? Fare un salto indietro nel tempo di circa 100 milioni di anni. Parcheggiata la moto all’ombra, abbiamo seguito il sentiero didattico che porta fino al promontorio di Grakalovac. Lì, impresse sulla roccia nuda a pochi passi dal mare, abbiamo camminato sulle vere orme fossili dei dinosauri (sauropodi e teropodi) che un tempo popolavano questa penisola. Sentire il vento istriano, guardare l'orizzonte e calpestare la storia profonda del pianeta, con la nostra moto che ci aspettava poco lontana coperta da un sottile e fiero velo di polvere, è stato forse il momento più wild e indimenticabile di tutto il viaggio.

Promontorio di Grakalovac, sito paleontologico e naturalistico, nell’estremità meridionale dell’Istria, all’interno dell’area protetta di Capo Kamenjak.

IL RITORNO: CACCIATORI DEL 45° PARALLELO NEL DELTA DEL PO. Lasciato il "cuore" dell'Istria, abbiamo puntato le ruote verso casa, ma non per la via più breve. Un vero motociclista cerca sempre una storia da raccontare anche sulla strada del rientro. La nostra storia si è snodata lungo il Delta del Po, una terra sospesa tra cielo, acqua e terra emersa. La particolarità di questa deviazione? Andare a scovare un confine invisibile ma fondamentale: il 45° Parallelo Nord, la linea esatta che si trova a metà strada tra l'Equatore e il Polo Nord.

Il 45° parallelo segnala la latitudine e si trova in un punto equidistante fra il Polo Nord e l'Equatore: 5.000 chilometri esatti da entrambi i punti. Nell’immagine: attraversando il parallelo sull'autostrada A21 Torino-Piacenza, nei pressi di Voghera. https://www.facebook.com/meteocloud.it

Identikit del viaggio sul 45° Parallelo. Il Paesaggio: argini infiniti, canneti che si muovono al vento, ponti di barche e una coltre di pace interrotta solo dal sound della Rudolph. La Guida: strade strette e pianeggianti dove la V85 TT ci guida, regalandoci un comfort totale mentre l'orizzonte si dilata a perdita d'occhio. Passare sopra quel parallelo immaginario, immersi nel silenzio del Delta, ci ha fatto sentire parte di un disegno geografico più grande. Una sensazione di totale libertà.

Indicazione del 45°parallelo presso l’idrovora di Ca’ Giustinian (Porto Viro, Rovigo).


45° parallelo presso Boccasette (Porto Tolle, Rovigo), prima di “tuffarsinel mar Adriatico.



IL BILANCIO DE “I SABRINANDREA”. Tornati a casa, mentre pulivamo i moscerini dal parabrezza e dal serbatoio bianco e rosso, ci siamo guardati e abbiamo capito che questo viaggio ci rimarrà dentro a lungo. Ecco perché.
Padova ti ammalia con le sue architetture e la sua spensieratezza.
L'Istria ti conquista con la sua forma romantica e i suoi borghi marinari.
Il Delta del Po ti rapisce con la sua malinconia fiera e i suoi spazi immensi.
E nel mezzo ci siamo noi: “I SabrinAndrea”, e la nostra Rudolph, che non è solo un mezzo di trasporto, ma la terza componente instancabile di una squadra perfetta.
Al prossimo viaggio, sempre rigorosamente su due ruote!

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